Ritratto dell'uomo che guardava le macchine
Mio padre diceva che quando un giorno il nostro stratega dei parcheggi sarebbe morto l’avrebbero dovuto scrivere sui manifesti...
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Mio padre diceva che quando un giorno il nostro stratega dei parcheggi sarebbe morto l’avrebbero dovuto scrivere sui manifesti...
Lo sanno gli occhi già stanchi. Lo sa il piede sempre instabile. Lo sanno le goccioline di sudore che scivolano lente sulla mia pelle...
Era una giornata grigia di inizio marzo e aveva seguito lo scrittore basco Aramburu in compagnia di quello che doveva essere l’irlandese John Banville
Correndo, impari che le distanze sono una questione di testa. Certe vicinanze, invece, sono battiti in sincro.
Dopo averli spiati, le capitava di sentire la fine di quel dolore sconosciuto.
Roberto, quanto fai di panca piana? Cento. Alla faccia del cazzo, Robeʼ. E di pressa? Quasi duecento, forse uno e ottanta. E si vede, si vede, Robeʼ. Squat? Non me lo ricordo, Franceʼ, però tanto. E…